Il tempo del sogno, la genesi australiana


E' stato provato che quella Australiana sia l' etnia piu antica, la loro tradizione orale parte da 50.000 anni fa fino ad oggi. Ho sempre pensato che senza tutte queste distrazioni tipiche "dell' uomo moderno", gli antichi riuscissero molto di piu a capire e concepire la vera realtà delle cose.

Questo è il "Tempo del Sogno" la genesi raccontata dagli aborigeni australiani: C’era una volta il “Tempo del Sogno”. C’era un tempo in cui si narrava del grande Baiame, la “grande intelligenza”. Un grande serbatoio in cui erano racchiuse tutte le intelligenze, tutte le esperienze e tutto ciò che era stato fatto. Baiame, al momento di creare l’uomo, dapprima aveva pensato allo Yowie. Lo aveva dotato delle “Leggi della Coscienza”, della “Memoria” e delle “Tre Motivazioni”, attingendo fra quelle Intelligenze che più di tutte si erano distinte per Capacità, Forza di volontà e Desiderio di Progredire.

Secondo la cultura Warramunga, ogni essere vivente, era dotato di due corpi lo Yowie quello “anim-ale” e il Dowie, un corpo etereo e sottile, una specie di “doppio energetico” che aderisce allo Yowie. Il Dowie, seppur costituito di non-materia, era indissolubilmente legato allo Yowie, fatto di materia e non lo avrebbe mai abbandonato se non con la “cessazione” del corpo fisico. Al termine della funzione del corpo, il Dowie sarebbe tornato nella dimensione immateriale e “non manifesta”.

Baiame, affinché potesse “accumulare continui cicli d’esperienza”, aveva pensato a un ciclo di vita-non vita, come a un alternarsi di vita emersa e un’altra parte di vita sommersa.


A Kimberly. Arte rupestre in stile Wandjina. La roccia rappresenta gli spiriti degli antenati che assomigliano agli umani.

Gli aborigeni australiani Warramunga, nella loro stupenda semplicità, rappresentavano questo concetto di “ Ciclo di Vita-Non Vita” con l’immagine di un pesce che salta fuori dall’acqua. Durante la fase preparatoria al salto, il pesce è invisibile, è immerso nell’acqua e accumula energia, usando la spinta dell’acqua stessa per compiere il salto. Uscendo dall’acqua, il pesce diventa visibile e si manifesta, per poi rituffarsi di nuovo nell’acqua, risultando nuovamente invisibile e mano a mano, procedere di salto in salto, lungo il corso del grande fiume. Secondo il pensiero aborigeno, Baiame, “la grande intelligenza”, aveva pensato anche al Mullowil, un corpo etereo, spirituale, sottile, fatto di “luce velata”, donandolo anch’esso a tutti gli esseri viventi, minerali compresi. Baiame decise inoltre che questo corpo sottile si potesse vedere solo con gli occhi della genuinità e della semplicità, mettendo a fuoco “l’indistinto”, avendo percezione dell’assieme nel suo essere essenziale e non fissando lo sguardo sopra al dettaglio o al particolare.

Il Dowie invece era presente solo sugli esseri viventi animati, alberi inclusi, andando a formare mano a mano più strati sugli esseri più evoluti, fino a raggiungere il numero di sette strati nell’uomo.

Attraverso questi strati, si andavano a costituire sensazioni, emozioni e sentimenti in forme di vita sempre più evolute, fino a produrre la mente cosciente, l’inconscio e il carattere in un’unica manifestazione. Il “Vero Io”, attraverso l’unione di tutte le esperienze di tutti i tempi.

Di fatto, l’essere umano, secondo le conoscenze della cultura degli aborigeni Warramunga, veniva rappresentato attraverso l’unione di “nove manifestazioni”, il corpo fisico, rappresentato dallo Yowie, il corpo spirituale rappresentato dal Mullowill e sette corpi energetici e sottili rappresentati dal Dowie. Mentre l’energia dello Yowie, risultava molto stabile ed equilibrata se sostenuta da una corretta gestione delle azioni in vita (coerenza e unità), accompagnate dalla purezza dei sentimenti, quella del Mullowill, era più immediata ma anche più instabile. Rappresentava esso la capacità di difesa, di reazione a qualsiasi evento di qualsiasi natura avesse potuto attaccare l’uomo sulla Terra. Gli uomini, avevano sperimentato che tramite azioni contraddittorie, si potevano creare degli “strappi” e questa energia venire danneggiata. Da questi strappi fuoriusciva la vitalità, per lasciare entrare stati d’animo “molesti” e sofferenti fino a raggiungere perfino la morte.

Al momento dell’abbandono dal corpo fisico, si era ancora sotto la protezione del Mullowill che rimaneva ancora per qualche giorno sulla terra. Serviva da supporto provvisorio al Dowie che aveva perso il sostegno fisico dello Yowie. Trascorsi alcuni giorni, sufficienti a realizzare le cerimonie sacre necessarie alla purificazione e al distacco definitivo a livello emozionale dai congiunti, il Mullowill, liberava infine il Dowie, distaccandolo definitivamente dallo Yowie.

L’insegnamento dei saggi aborigeni Warramunga, spiegava che tutto si trasforma per gradi e come risultato di questa trasformazione che riguardava il corpo fisico, al momento del decesso, il Mullowill e lo Yowie, si manifestavano nella dimensione del Dowie. All’interno di questa dimensione, tutto diventava una sostanza priva di massa e in conseguenza senza attrito. Era essa, secondo quanto descrivevano gli anziani, “una sostanza costruita sul pensiero che si muove ad una velocità maggiore della luce, capace di effettuare istantaneamente tutti i movimenti che s’impartisce ad essa”.