Orrore e leggenda: il pentedattilo


16 aprile 1686 viene ricordata come "la stage degli Alberti"; si festeggiava la pasqua nel castello e le nozze annunciate dall'allora Marchese del Pentedattilo L. Alberti, tra la sorella e il cognato. Fu allora che il signore di Montebello, si introdusse nel castello con la complicità di un servitore, assieme a degli assassini che aveva assoldato e sterminò chiunque fosse all'interno rapendo poi la sposa ed il prete. Le urla di rabbia e dolore riecheggiavano fra quelle mura e c'è chi afferma che ancora ora sia possibile sentirle, si narra inoltre che il marchese lasciò l' impronta della sua mano insanguinata e che sia possibile vederla sulla rupe quando con l' aurora, le pareti si colorano di rosso; Proprio da quelle rocce chiamate anche "la mano del diavolo" che rievocano la strage, si pensa parta la maledizione che accompagna il paese, tuttora ormai abitato da neanche una manciata di persone. Un' ulteriore leggenda vuole che un fantasma rivelò ad un cavaliere di passaggio che immensi tesori erano nascosti da quando avvenne la strage e che se fosse riuscito a fare cinque volte il giro delle cinque dita su di un piede solo, la montagna si sarebbe aperta svelandone i tesori; inutile dire che molti si cimentarono nell' impresa finché un cavaliere siciliano arrivato al quarto giro vide la montagna aprirsi, ma proprio terminando poi il quinto un intero costone di roccia si staccò e lo travolse.

Il Pentedattilo si trova a Melito Porto Salvo, in provincia di Reggio Calabria.