I rettiliani esistono? Mito e realtà

Per approfondire l’argomento "rettiliani", al di là delle speculazioni, è bene ragionare su alcuni importanti punti.

Il primo in assoluto che parlò di rettiliani mutaforma fu David Ike, un ex conduttore televisivo. David con l'intento di divulgare la sua teoria e promuovere quindi i propri libri che trattavano l'argomento, si avvalse delle parole di un "sangoma" della tribù degli zulu. Nel racconto del Sangoma di nome "Credo Mutwa" ( guarda il video ) si notano delle evidenti somiglianze con quelle figure che siamo soliti chiamare diavoli o demoni. Ad esempio il capo di questa razza rettiliana aveva delle lunghe corna sulla testa, si nutrono di emozioni negative e molto altro che potrete scoprire guardando i video sul canale e il link che ho lasciato in descrizione.

Anche in occidente, l’essere rettiliano è stato considerato rappresentazione dell'espressione del male, un male che si nutre delle emozioni negative dei singoli individui e della popolazione in generale. Grazie a decine di libri, conferenze e interviste a David Ike, in tempi più recenti, si è cominciato a credere che le guerre e le sofferenze a cui il genere umano è ed è stato sottoposto, siano scatenate appositamente dai potenti per andare a nutrire questi esseri. Che per alcuni, avrebbero degli accordi con i potenti del pianeta, mentre nell'interpretazione di altri gli stessi potenti sarebbero loro stessi rettiliani mutaforma, per altri ancora questi demoni rettiliani influirebbero subdolamente sulle nostre azioni da un altra dimensione ed avrebbero un influenza, nonché un controllo mentale su di noi.


Troppe somiglianze. Il "sincretismo"

Il "sincretismo", è l’assimilazione di culti, leggende e miti che fin da l’alba dei tempi hanno inciso sulle crednze dei popoli. Il sincretismo era reso possibile grazie a esplorazioni, migrazioni, esodi, conquiste, colonizzazioni e scambi commerciali.

I popoli venivano in contatto fra loro e le loro culture, i loro credo, finivano per essere assimilati, almeno in parte da l'altra popolazione. A volte questo "scambio culturale", si attuava a forza, altre volte si attuava perché lo stesso andava a colmare delle lacune insite nella cultura del popolo e spesso, il passare dal culto di una divinità ad un altra mirava principalemte all'ottenimento di un vantaggio, adorando o scongiurando ciò che quella divinità rappresentava.

C’è da dire che migliaia di anni fa, la divinità non era così eterea e spirituale come, come invece oggi la intendamo, ma molto più umana e vicina ai pregi e ai difetti degli uomini. Le divinità greche ne sono un famoso esempio, ma lo sono anche quelle sumere, fenicie e moltissime altre.

Perché le religioni? Perché inventare miti del genere? Questi miti descrivevano fatti davvero avvenuti in epoche remote oppure c’è dell’altro?

Studiando accuratamente le antiche religioni e gli antichi culti risulta chiaro che ogni rappresentazione della divinità è associata ad uno o più elementi che fanno parte dell’essere umano e del mondo che lo circonda. Emozioni semplici e complesse, comportamenti insiti dell’uomo, fenomeni atmosferici che in quella particolare area avvenivano ciclicamente o improvvisamente.


Immaginate i nostri avi migliaia di anni fa, sdraiati per giorni ad osservare e studiare le stelle, senza l’inquinamento elettrico che abbiamo oggi. Un cielo che brillava, di costellazioni e pianeti che sembravano stessero lì a guardarci.

Anche il più anziano fra noi che guarda questo video, sarà nato con la consapevolezza di cosa sia l’universo, di cosa sono le stelle ed i pianeti, questo perché il progresso tecnologico ci ha portati ad osservare lo spazio che circonda il nostro pianeta. Ma, millenni fa? Era lecito pensare che quelle stelle, quei planetes (dal greco plànētes astéres, ovvero stelle vagabonde) stessero lì a guardarci ed a farsi guardare.

Vi era già allora una memoria storica, tramandata oralmente o per iscritto come ci indicano gli scritti cuneiformi pre sumerici. Meteoriti, inondazioni, terremoti, uragani, cicloni; il nostro pianeta ne ha sempre viste tante e l'umanità con le sue civiltà, ha spesso pagato le conseguenze del impreparazione a tali eventi.

Alcuni erano fenomeni che provenivano dal cielo altri erano eventi terreni che riguardavano terra, mare, montagne e vulcani, di conseguenza le divinità coinvolte sarebbero state celesti o terrene. Ogni territorio con caratteristiche diverse ed ogni popolazione adattata a quel teritorio, creava "dei" con caratteristiche diverse, ma simili fra loro, perché simili sono gli eventi e le forze naturali che governano il pianeta. Era quindi per molti versi, l'istinto di preservazione insito nell'uomo a determinare lo studio di uno o l'altro fenomeno descrivendolo e denominandone le dinamiche con pittoresche rappresentazioni antropomorfe.


Le antiche filosofie e gli antichi culti, in qualche modo andavano a spiegare quell’immenso macro e micro cosmo che ora conosciamo come scienza che sia medica, astronomica, chimica, fisica, psicologica, sociale, nelle sue molteplici dinamiche e sfaccettature. C’erano dei per le cure mediche, c’erano dei per l’interazione fra gli elementi e quindi la chimica conosciuta all'epoca, c’erano dei per le emozioni umane. Similmente a come noi oggi diamo un nome a gli elementi di fisica e chimica o ai nostri processi mentali.

Anche se antichi e meno dettagliati rispetto ai nostri, erano concetti difficili da spiegare e trasmettere alle popolazioni. Proprio per questo si antropomorfizzava ognuno di questi elementi, queste divinità; le si rendeva vicine alla natura umana e quindi di facile comprensione.

Queste storie raccontavano la creazione del mondo, la creazione dell’essere umano, vicende di invidia, gelosia, amore, rispetto, buonsenso, rabbia, cattiveria, vendetta, schiavitù e così via.

Con questa chiave di lettura è facile riconsiderare i miti che, bene o male, tutti conosciamo.

L’assenza di questa chiave di lettura fondamentale dei culti e delle religioni fa si che si creino innumerevoli speculazioni su questi miti. Nell'era moderna, abbiamo assistito tutti alla nascita di una nuova concezione del nostro mondo grazie un film in particolare, Th Matrix. Personalmente intuii appena fuori dal cinema che la storia in sé era così distopica e plausibile da poter essere adattata alla realtà di tutti i giorni er molte persone. Così è stato, anche se speravo di sbagliarmi. Molti di noi si sono imbattuti in persone che si sono convinte che quel film descrivesse la realtà fittizzia in cui viviamo tanto da sentirsi i "risvegliati", i "Neo" de noantri. Molti di questi soggetti accompagnavano il loro risveglio dalla matrix, con un inevitabile animo complottista, che sfociava spesso, ahimé, nel terrapiattismo.

Queste persone già solo considerando inizialmente la pseudo teoria della matrix, si ritrovano a constatare la vera realtà fittizzia in cui viviamo di cui prima non erano a conoscenza; ovvero politica, economia, guerre, soprusi, nonché le scontate bugie a cui tutti siamo fin troppo abituati, i segreti che per motivi militari ed economici vengono preservati dai governi.


Sia chiaro, nulla da dire su questi tre punti dove davvero servirebbe un cambiamento radicale. Ma questo è un esempio lampante di come la maggior parte degli esseri umani ricerchi una propria verità personale che giustifichi la sua impotenza, di fronte a ciò che gli accade intorno.

Dobbiamo considerare che l’uomo nei millenni non sia cambiato nelle sue capacità intellettuali, ma siano cambiati solo gli strumenti con cui guarda ed agisce sul mondo che lo circonda, perché è proprio questo che permette l’avanzamento tecnologico; ovvero, il creare strumenti in grado di creare altri strumenti, dalla punta di lancia che permette la costruzione di una capanna, al laser che permette di creare microcircuiti, che a loro volta creeranno altri strumenti. Proprio l’uso di sempre nuovi strumenti, accresce la capacità quindi di interagire e comprendere il mondo.

Nella pseudo filosofia della matrix si inseriscono anche i rettiliani. Sarebbe questo quindi un mondo governato da potenti rettili che si nascondono sotto le spoglie di re, regine, uomini d’affari e tutti quegli altri ruoli che siamo tutti oramai consapevoli, sarebbero in grado di cambiare il mondo in cui viviamo se solo volessero, ma che al contrario, sembrano spingere il nostro pianeta e le nostre società, sempre più sull’orlo del collasso.


E’ tristemente divertente leggere queste persone affermare con forza e determinazione le loro certezze su complotti rettiliani, gli esseri superiori ai quali saremmo soggiogati. I cosiddetti "risvegliati" tra un commento su youtube e un commento su facebook, sono del tutto inconsapevoli che è proprio la creazione di miti del genere che crea sudditi e schiavi.

Purtroppo la realtà è che coloro che ci governano sono persone come noi. Sono persone ricche, che vengono da generazioni di persone ricche. Chiunque potrebbe decidere di imbracciare un fucile e farli fuori, nessuna nave madre o entità cornuta verrebbe a vendicarsi, ma probabilmente verrebbe arrestato, ucciso dalle forze dell'ordine o nella più "fortunata" delle ipotesi tormentato dai suoi demoni interiori.

Sono persone. Prendono decisioni che incidono sulla nostra vita.

Quindi il sangoma Credo Mutwa, sta parlando di mitologia, una mitologia a cui crede fermamente, come un cattolico crede nel suo Dio. Una mitologia che ha subito vari influssi, il più incisivo dei quali è sicuramente stato quello dell’area mesopotamica, da parte di fenici sumeri, arcadi e successivamente quello ebraico, il cui culto sincretizzò i miti di quella stessa area: dal dio dei cieli Anu, al Dio dei cieli Yaweh.

Dall’anno mille fino ad oggi quella mitologia zulu, ha subito inoltre l’influenza del colonialismo europeo e quindi della religione cattolica.

Sia chiaro, con questo non si vuole negare la presenza di forze coscienti nell’universo e nel nostro pianeta, né ridurre tutto quello che esiste nei nostri cuori e nelle nostre menti, sul nostro pianeta e in tutto ciò che vive, al mero materialismo scientifico. Ma se vogliamo parlare di alieni c’è da prendere in considerazioni quelli che sono i veri dati, le testimonianze attendibili e non dare adito alla mitologia e alle speculazioni costruite ad hoc da uno o da un altro personaggio.

Provate a rileggere i miti sotto questa chiave di lettura, le forze del cielo, che vengono dal cielo, le forze della terra, che vengono dalla terra nella maggior parte dei casi rappresentate le prime con le ali, le seconde come animali strettamente legati alla terra, come serpenti e rettili.

Buona ricerca.